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giovedì 28 gennaio 2016

LEGNO, proprietà Tecnologiche


Proprietà TECNOLOGICHE del LEGNO
Attitudine del legno ad essere lavorato
FENDIBILITA’

Consiste nell'attitudine allo spacco nel senso delle fibre.
La rottura per spacco si ottiene con un cuneo battuto con una forza P (diretta parallelamente alle fibre) la quale si scompone in due forze che provocano il distacco delle fibre stesse e la conseguente rottura nella sezione sottostante al cuneo stesso.
La lunghezza delle fibre e l'assenza di nodi nel legno sono le caratteristiche che influenzano maggiormente la fendibilità.
II legno è tanto più fendibile
·         quanto minore è la forza necessaria per lo spacco
·         quanto maggiore è la sezione di rottura  
·         quanto più regolare e piana è la superficie da spaccare.
Sulla fendibilità è basata la lavorazione dei legnami usati per capriate, ponti in legno, botti etc.
Tale lavorazione viene effettuata senza che si abbia interruzione delle fibre legnose ed in tal modo il legname presenta una miglior resistenza meccanica.
E’ inoltre importante valutare la fendibilità quando bisogna avvitare o inchiodare tra loro due pezzi di legno perché la pressione esercitata dai filetti può generare screpolature, per cui è meglio eseguire fori per il passaggio delle viti che non sollecitino il legno.
I legni più adatti allo spacco sono quelli a fibra lunga e senza nodi come l’abete di prima qualità, l’ontano e il castagno.

ATTITUDINE
al
TAGLIO


 
truciolo
Il taglio si effettua con utensili che producono trucioli (per es. pialle) oppure segatura (per es. seghe).
E' una proprietà importantissima perché su di essa sono basate le principali lavorazioni sia manuali che meccaniche.
L'attitudine al taglio è
·         massima nel senso delle fibre. Il tagliente (sega, pialla o scalpello) avanza in modo omogeneo e regolare
·         minima in direzione perpendicolare alle fibre, trova maggiore resistenza e tende a strappare.
La formazione dei trucioli è dovuta alla pressione di taglio esercitata dall'utensile, la quale da origine ad una forza parallela alla superficie di lavoro. Tale forza causa la separazione del truciolo dal pezzo; la faccia dell'utensile che si trova a contatto col truciolo lo inflette e lo rompe alla base.
L’attitudine al taglio cambia notevolmente non solo da essenza ad essenza, ma anche tra parti differenti dello stesso pezzo di legno.
I legni dolci si tagliano più facilmente, mentre per le lavorazioni di testa sono preferibili quelli duri e compatti.
FLESSIBILITA’

Questa proprietà indica il grado di facilità con cui un pezzo di legno, una volta sottoposto a curvatura, mantiene a lungo tale forma soprattutto dopo aver cessato di esercitare la pressione atto a curvarlo. L’effetto curvatura è reso possibile proprio dalla composizione del legno: infatti le fibre possono essere compresse e dilatate.
Se si ha intenzione di curvare un pezzo di legno allora bisogna scegliere un legno che è poco adatto alla fendibilità! Infatti queste due proprietà (fendibilità e attitudine alla curvatura) sono strettamente correlate in maniera inversamente proporzionale: quanto più un legno è fendibile tanto meno sarà possibile curvarlo in quanto le fibre sono più atte a spezzarsi.
La flessibilità si può aumentare riscaldando il legno con la fiamma, oppure immergendolo in acqua calda, o in sabbia calda e umida. Ottimi risultati si ottengono sottoponendo il legname all'azione del vapore acqueo.
Tra i legni più difficili da curvare troviamo quelli a “cuore rosso” come il rovere, l’acero, il noce.
Mentre i legni più facili da curvare sono principalmente quelli a “cuore bianco” come il frassino, il faggio, il larice.
GRADO
di
PULIMENTO
Questa proprietà indica la facilità di rendere "pulito" il legno nell’ultima e delicata fase di lavorazione ovvero la rifinitura. Questa proprietà ha importanza nei legnami usati per l'arredamento e l'ebanisteria. Le superfici che risultano perfettamente levigate donano al legno la bellezza delle sue venature, il calore del suo colore e altri elementi estetici essenziali per un mobile di un certo valore.
La lucidabilità dipende dalla durezza del legname, dalla sua compattezza e dalla finezza delle fibre.
Le essenze dure, semi-dure ed esotiche garantiscono un ottimo grado di pulimento e quindi di lucidatura. Fra queste segnaliamo il noce, l’acero, il frassino, il cedro.
PLASTICITA’
E' la proprietà di subire una deformazione permanente corrispondente alla forma di uno stampo metallico compresso in direzione normale alle fibre. Su questa proprietà è basata la lavorazione di finti intagli e di cornici stampate.

mercoledì 9 dicembre 2015

il LEGNO, proprietà fisiche


Proprietà FISICHE del LEGNO
ASPETTO
Molte superfici legnose sono assai simili tra loro ma è sempre possibile distinguerle se si è in grado di analizzare accuratamente le strutture venose presenti nel legno. Inoltre per un buon conoscitore sono indici di salute del legno stesso.
COLORE
specchiature del legno di
rovere


Il colore è una di quelle caratteristiche fondamentali del legno per stabilire lo stato in cui si trova e quindi capire il suo stato di salute. Il colore naturale del legno dipende dal colore delle pareti cellulari e dal colore delle sostanze presenti all’interno delle cellule. La colorazione del legno è una caratteristica variabile nel tempo, nel senso che la sua esposizione all’aria e alla luce, specialmente per l’azione dei raggi ultravioletti, comporta modificazioni del colore delle pareti cellulari e delle sostanze contenute. Tale fenomeno è generalmente chiamato con il termine di “ossidazione” (anche se sarebbe più corretto definirlo “fotossidazione” a causa dell’azione combinata di luce ed aria).
Alcuni legni possono contenere concrezioni minerali,  resinosi o gommosi, che tendono ad evidenziarsi con l’ossidazione.
Talune essenze, come ad esempio il Rovere o il Faggio, presentano “specchiature” , che si evidenziano in misura maggiore o minore a seconda della tipologia del taglio, e rappresentano una caratteristica peculiare della specie legnosa (e non un difetto).
ODORE
L'odore come il colore è una caratteristica che varia da essenza ad essenza ed è indice di salute del legno.
POROSITA’
La porosità è la proprietà che indica la quantità dei vasi e la loro ampiezza. Un legno è più poroso quanto più è elevato il numero dei vasi e quanto più questi ultimi sono grandi. Diretta conseguenza di questa caratteristica è il grado di pulimento. Infatti più il legno è poroso tanto meno è possibile ottenere una lucidatura perfetta.
OMOGENEITA’
Questa caratteristica è posseduta dalle essenze che hanno una struttura assai densa. Infatti è possibile eliminare dal legno stesso le parti cresciute in autunno da quelle cresciute in primavera.
La non omogeneità rende il legno di difficile lavorazione, le zone tenere  tendono a creare delle ondulazioni poco visibili ad occhio nudo, ma assai sensibili al tatto.
Un ottimo esempio ci viene fornito dalle conifere, alberi privi di fibre che presentano delle zone chiare contrapposte ad altre di colore più scuro (solitamente questa parte è quella più resistente e compatta).
PESO SPECIFICO
Il "peso specifico assoluto" è il peso, espresso in kg, di un decimetro cubo di materiale , ovvero il rapporto fra il peso del materiale ed il suo volume .
Occorre tener presente che il legname allo stato secco presenta un peso specifico minore rispetto al  momento successivo I’abbattimento in cui è ancora ricco d’umidità. Comunemente si considera quindi il peso specifico calcolato quando il legname presenta il 12% di umidità, e ciò perché il legname può assorbire una certa quantità di acqua anche dopo I'essiccazione.
 
IGROSCOPIA
L’igroscopia indica il potere da parte del legno di assorbire e di espellere l’umidità cambiandone quindi anche l’aspetto e le dimensioni. Ne consegue che bisognerà stare molto attenti a  tutte quelle essenze che presentano una struttura grossolana poiché non è né possibile ottenere una  superficie perfettamente pulita, né avere una garanzia di stabilità, entrambi aspetti fondamentali richiesti per la lavorazione del legno.
RITIRO
e
DILATAZIONE
Queste caratteristiche indicano la contrazione o l’espansione del volume che il legname subisce in seguito all'essiccamento o quando è posto in ambienti umidi.
Tale fenomeno è in stretto rapporto con la struttura stessa delle fibre legnose; perciò si manifesta sotto forme più o meno gravi da essenza a essenza, e nessuna è esente.
Questi movimenti sono dovuti all’igroscopicità del legno. I primi effetti vistosi si presentano dopo la fase di stagionatura ed essiccazione, per poi manifestarsi in maniera più accentuata durante il susseguirsi delle varie temperature stagionali come inverno ed estate.
Questo fenomeno diventa maggiore se il legno è stato segato subito dopo I'abbattimento, poiché il tempo di essiccamento non è stato sufficiente oppure non  è stato sufficientemente protetto dalle variazioni di umidità.
Il ritiro del legno, purtroppo, non avviene uniformemente
nello stesso pezzo, ma la percentuale di calo varia  in base
alla posizione che il legno aveva nel tronco, e anche in
base alla direzione delle fibre.
II ritiro è
·      massimo nella direzione tangente agli anelli di
accrescimento
·       medio  nella direzione radiale
·       minimo nella direzione assiale.
I valori in percentuale del ritiro possono variare da un massimo del 10% per la direzione tangente agli anelli di accrescimento, ad un minimo dello 0,1% per la direzione assiale.
Esempi di essenze il cui uso è sconsigliato per la lavorazione di mobili e serramenti a causa della loro struttura porosa e nervosa, quindi spesso soggetti a imbarcamenti e atti a ritirarsi molto, sono:
•          platano
•          ciliegio
Dal ritiro va distinto il fenomeno di “imbarcamento”, che consiste in una deformazione del legno.
RESISTENZA ELETTRICA
La resistenza elettrica del legno non è uguale in tutte Ie direzioni; essa è minore nel senso delle fibre perché i vasi, imbevuti di liquido, sono più conduttivi.
POTERE ISOLANTE
II legno presenta generalmente buone proprietà isolanti, Ie quali tuttavia possono essere migliorate con la stagionatura, con la verniciatura e con trattamenti speciali (imbibizione con resine sintetiche).

mercoledì 25 novembre 2015

il LEGNO, caratteristiche e proprietà

Il legno è certamente uno dei materiali naturali più diffusi e più lavorati dall’uomo.
  • L’essere facilmente reperibile lo ha reso fondamentale per le costruzioni civili, e l’utensileria;
  •   la sua combustibilità ne ha fatto per lungo tempo l’unica sorgente di calore;
  •  la sua leggerezza è stata sfruttata nella nautica;
  •    la facilità nell’essere lavorato lo ha visto impiegato in utensili e oggetti d’arte (sculture, ebanisteria).
A tanti pregi bisogna però ricordare alcuni “difetti”
  • la sua deperibilità
  • il non avere una struttura uniforme. Non solo le caratteristiche possono variare da essenza ad essenza, ma anche parti tagliate dalla stessa pianta possono risultare non omogenee e comportarsi in maniera completamente diversa alla lavorazione a cui vengono sottoposte.   
L’aggettivo che più rappresenta questo materiale è senza dubbio “VIVO”.
Il legno è un materiale vivo che nel tempo tenderà a cambiare.
Proprio per questi motivi è “buona norma” conoscere le caratteristiche generali e quelle proprie di ogni essenza al fine di scegliere “il pezzo giusto” per il proprio lavoro e non avere brutte sorprese in corso d’opera.


PROPRIETA’ del LEGNO

PROPRIETA' FISICHE
(clicca per andare direttamente al post per maggiori approfondimenti)

·        aspetto

·        colore

·        odore

·        porosità

·        omogeneità

·        igroscopia

·        ritiro e dilatazione

·        peso specifico

·        resistenza elettrica

·        potere isolante

Proprietà TECNOLOGICHE

·        fendibilità

·        attitudine al taglio

·        flessibilità

·        grado di pulimento

·        plasticità

Proprietà MECCANICHE

·        durezza

·        resistenza

·        elasticità